Abbiamo già parlato dello SCEC in passato e proviamo a parlarne ancora, visto che i fondamentali dell’economia danno segnali sempre più preoccupanti. La crisi sta consumando aziende, posti di lavoro, servizi sociali e welfare. Quello che gli Stati potevano fare, in qualche modo lo stanno facendo, ma ancora una volta il messaggio che vogliamo farvi arrivare è: dobbiamo pensarci noi.
Ecco quindi come aumentare il nostro potere d’acquisto rafforzando l’economia locale e proteggendoci dalle oscillazioni dell’economia nazionale e internazionale.
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Ne ragioniamo lunedì 16 maggio alle 20:30 alla Sala Consorzio vini del Centro S. Teodoro. Ci sarà con noi Pierluigi Paoletti, presidente di Arcipelago SCEC e ci spiegherà tutto per bene.
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Passiamo parola
Questa volta però, dobbiamo essere in tanti, quindi, contrariamente al solito, vi chiediamo di attivarvi coinvolgendo le persone che vi sono vicine. Non dorrebbe essere tanto difficile, qui si tratta di diventare più ricchi… di solito l’idea piace a tutti. 600 euro in più all’anno per gestire la vostra vita non sono miracolosi, ma probabilmente interessano a molti.
Che succede se non siamo abbastanza?
Niente di particolare, l’operazione non parte, ci si riproverà più avanti, ma prima ci muoviamo, maggiori saranno i vantaggi che potremo ottenere come comunità nel suo complesso… deciderete voi se vale la pena.
Cosa prepara l’Europa
Sono reduce da Bruxelles dove ho partecipato a un meeting organizzato dal Consiglio d’Europa. I transizionisti europei sono stati invitati per dare il loro contributo, il tema era semplice: Responsabilità Sociale Condivisa. Detto in altre parole, il mondo cambia, l’assistenza pubblica offerta ai cittadini nelle società europee si ridurrà, bisogna spiegare a tutti che la “responsabilità sociale” non è più un affare nelle mani degli stati, ma va “condivisa” tra tutti.
Tutti dovremo preoccuparci di tutti o i più deboli non avranno nessuno che si preoccupa di loro e con la crisi in corso, le fasce deboli si stanno ampliando sempre più. Quindi preoccupiamoci di noi stessi, subito, è meglio.
Ma cosa dobbiamo fare esattamente?
Beh, si fa la transizione ovviamente, ci si riorganizza. Questo vale anche per l’economia, che va sostenuta anche, e soprattutto, con mezzi nuovi. In questo caso la proposta è semplice. Combattiamo la crisi aumentando da subito il potere d’acquisto dei cittadini di Monteveglio. Si può fare utilizzando lo SCEC, un sistema di sconto solidale che può essere attivato in tempi molto brevi.
Lo SCEC si presenta coma una serie di buoni sconto che possono essere utilizzati presso negozi, artigiani, fornitori di servizi, aziende e istituzioni pubbliche. Chi accetta gli SCEC decide di concedere una certa percentuale di sconto sui propri prodotti e servizi.
Fin qui lo SCEC assomiglia a un normale buono sconto, come quello dei supermercati. Ma la particolarità dello SCEC è che una volta accettato, può essere nuovamente speso. Quindi il fruttivendolo che accetta lo SCEC come sconto sulla frutta, può poi spenderlo per acquistare la carne dal macellaio, il quale può usarlo per pagare la mensa scolastica del proprio figlio, ecc.
Semplice ed efficace, ma…
Un meccanismo molto facile quindi, e chi non ha un’attività commerciale o professionale o un’azienda, riceve gli SCEC direttamente e gratuitamente (o quasi) dall’associazione che si occupa di tenere attivo il circuito in Italia. C’è solo un problema. Il gioco funziona bene se in tanti usano lo SCEC e se in tanti lo accettano.
A Monteveglio ci sono le condizioni ideali per fare un esperimento sistemico (cioè molto completo). Abbiamo l’interesse di molti negozianti e dell’Amministrazione Comunale. La nostra proposta è cominciare a informare il resto dei cittadini e partire con una prima sperimentazione. Se ci piace, se funziona, si allargherà a tutti.
Servono due o tre persone disposte a dare una mano nella gestione del progetto, senza non si potrà partire. Non saranno sole, ci saremo noi di Monteveglio Città di Transizione, ci sarà l’amministrazione comunale, ci sono alcuni rappresentanti dei commercianti, ma la squadra va completata…
Non solo sconti
La cosa davvero intressante dello SCEC è che oltre a sostenere il nostro potere d’acquisto, potrebbe aiutare la nascita di nuove aziende, sostenere quelle esistenti, rivitalizzare l’agricoltura locale, creare nuovi servizi pubblici, nuove forme di servizi sociali e mettere in moto interessanti meccanismi di solidarietà all’interno della nostra comunità. Un’occasione davvero per tutti.
Ci vediamo lunedì 16?
Articolo tratto da Monteveglio transizione




JFK si dice (e io ci credo) sia stato ucciso per aver immesso sul mercato dollari stampati dallo stato invece che dalla Federal Reserve …nessun esponente dello SCEC invece è stato neanche minacciato …neanche ostacolato …e sai perchè ? Perchè la vostra è un equazione sbagliata ! Perchè la messa in circolazione di SCEC non fa altro che dare una mano alle banche centrali dimostrando (si fa per dire) che l’unica moneta affidabile e funzionale è l’euro o comunque le monete emesse dalle banche centrali …si …perchè un criterio di emissione e un piano di circolazione e rientro insomma di funzionamento per malvagio che sia loro ce l’hanno ! Voi no ! Lo SCEC è una moneta emessa senza criteri di funzionalità e perciò destinata a fallire in breve tempo …più circolerà e più breve sarà questo termine …altra obiezione da fare è sull’autorità di coloro che emettono : da dove arriva questa autorità ? Avete convenuto con gli utilizzatori finali i principi dello SCEC ? Avete convenuto i criteri di quantità di SCEC emessi ? Avete convenuto un piano di trasparenza per dimostrare l’effettiva equa distribuzione degli SCEC ? Avete posto un limite concordato di quantità di SCEC circolante o di proporzionalità a qualche bene reale ? Avete pensato bene bene a cosa state facendo ? State mettendo a rischio le altre monete alternative ! Non la moneta ufficiale !
Ciao Salvatore,
hai letto lo statuto dell’associazione che promuove questa iniziativa?
http://www.progettoscec.com/docs/statuto_scec.doc
Scusa l’ignoranza, ma quali sarebbero “le altre monete alternative” circolanti in Italia?
Ciao
Andrea